Orhidee Paphiopedilum Esquirolei

Paphiopedilum Esquirolei

con fiori/stelo/boccioli
148,00 lei
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Orhidee Paphiopedilum Esquirolei

Paphiopedilum Esquirolei

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Paphiopedilum Esquirolei, specie botanica spettacolare.
Il nome del genere deriva dal nome della città di Paphos, a Cipro, dedicata alla dea Afrodite (nota anche come Paphia), dove la leggenda narra che essa sia nata dalla schiuma del mare, unito alla parola pedilon (greco antico), che significa sandalo o ciabatta. Il nome delle orchidee di questo genere, in lingua italiana, ovvero Ciabatta di Venere, è una traduzione della denominazione scientifica. Sebbene non esistano specie di Paphiopedilum a Cipro, né tantomeno in Europa, per molto tempo sono state associate alle specie del genere Cypripedium, presenti nell’area mediterranea, inclusa l’Europa, come in Italia, dove la specie Cypripedium calceolus (Ciabatta della signora) è presente e riconosciuta con lo status di Monumento della Natura. Le specie propriamente dette di Paphiopedilum, presenti nel commercio orticolo e alla base della maggior parte degli ibridi disponibili attualmente, provengono dall’Asia orientale.
Il genere si divide funzionalmente in due categorie: le specie con foglie verdi, uniformemente colorate, che preferiscono condizioni di temperatura più elevate, e le specie con foglie macchiate, con fiori di dimensioni più ridotte, che preferiscono condizioni di temperatura più basse. Inoltre, le specie con foglie macchiate offrono più fioriture all’anno, rispetto a quelle con foglie verdi uniformi, che hanno una sola fioritura annuale.
È una pianta compatta, con fioriture molto frequenti, facile da coltivare in appartamento, con fioriture prolungate, i fiori durano da 6 settimane fino a 3 mesi.
Diametro vaso 9 cm. Taxon epifita (cresce sugli alberi) o litofila (cresce tra le pietre), preferisce substrati di corteccia a granulometria media o in miscela con ghiaia o tufo vulcanico di massimo 0,5 – 1 cm di diametro, in percentuale del 25%. L’ambiente di coltura preferito è generalmente costituito da varie miscele di corteccia di abete o pino, foglie secche, muschio di sfagno, vermiculite. Non esiste uno standard in questo senso, la scelta del substrato rimane in gran parte a discrezione del coltivatore, ma è necessario cambiare il substrato non appena si osserva la sua compattazione e/o decomposizione, poiché entrambi gli aspetti possono portare alla morte delle piante.
Le temperature di crescita variano da minime di 10 – 16 °C a massime di 24 °C, e l’umidità dal 40% all’80%.
Contenendo specie sciàfile (amanti dell’ombra), caratteristica che si mantiene anche negli ibridi e nelle varietà coltivate, motivo per cui rappresentano compagni perfetti per i generi Phal. e Zygo., i rappresentanti del genere Paphiopedilum non devono essere esposti alla luce diretta.
Le condizioni naturali dell’ambiente, rappresentate dalle zone ombreggiate delle foreste, sotto una chioma fitta o cespugli, con notti fredde necessarie per l’avvio della fioritura, sono indizi utili per creare condizioni adatte a queste specie in coltura d’appartamento, tuttavia, secondo l’American Orchid Society, P. maudiae e i suoi ibridi non richiedono tali condizioni, fiorendo facilmente durante l’anno a temperature costanti a partire da 18 °C.
L’irrigazione si consiglia una volta alla settimana, mediante immersione per 10 minuti, seguita da un successivo drenaggio dell’acqua. Inoltre, sono raccomandate nebulizzazioni supplementari del substrato nella stagione calda, evitando però di bagnare eccessivamente le foglie.
È importante per questo genere non permettere l’essiccamento completo del substrato, poiché, a differenza di altri generi, il genere Paphiopedilum non possiede tessuti di riserva per acqua e sostanze nutritive (foglie e radici ispessite, pseudobulbi, fusti simili a canne), quindi le piante risentono fortemente delle variazioni nella disponibilità di acqua e nutrienti.
Se si preferisce mantenere i vasi in maschere ceramiche decorative, si dovrà prestare particolare attenzione a non far ristagnare l’acqua in esse. La concimazione può essere effettuata a intervalli di un mese, ma a concentrazioni del 50% rispetto al dosaggio raccomandato sulla confezione. Nel periodo di avvio della fioritura si consiglia l’uso di un concime più ricco di fosforo, per favorire la formazione dei boccioli floreali.
Genere/Tipo: Paphiopedilum

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